Sulla facciata, un teschio con ossa incrociate, emblema dei confratelli, che vi risiedono fino a metà ‘700. All’interno dell’edificio, a navata unica, si conserva un altare in pietra policroma. Custodisce, nel succorpo, i resti dell’antico cimitero.
Risalente al XII sec., è al principio dedicata a S. Maria del Principe. Viene acquistata nel 1614 dalla Confraternita della Morte, da cui prende il nome, con l’obbligo di seppellirvi i poveri. L’edificio è restaurato e aperto al pubblico dal 2003.